Deirdre: "Guarda mamma, ho trovato una monografia di Bruegel di 50 anni fa!"
Mom : "Dee, hai altre sette monografie di Bruegel, e di nessun altro"
Deirdre: "Che c'entra mica hanno lo stesso curatore? E poi guarda, qui le foto sono incollate, mica stampate! (e poi ho anche tanti libri sui fiamminghi in generale)"
Mom : "Deirdre, non ti accorgi che a volte fai apposta a fare la diversa?"
Deirdre: "... (Però Bruegel mi piace...)"
"Peasaggio con la caduta di Icaro" Bruegel il Vecchio.
Su questo quadro Auden scrisse una poesia meravigliosa: il soggetto, Icaro, è rappresentato in un angolino della tela, come se fosse qualcosa di irrilevante... Leggete che sublimità riesce a trarne:
Sulla sofferenza non erano mai in torto,
i Vecchi Maestri: come capivano bene
la sua umana posizione; come essa si svolga
mentre qualcun’altro mangia o apre una finestra o cammina annoiato;
come, mentre i vecchi attendono rispettosi e appassionati
la nascita miracolosa, ci siano sempre
bambini a cui non importa niente che essa avvenga, e pattinano
su uno stagno al limite del bosco;
non dimenticavano mai
che anche il tremendo martirio deve avere il suo corso
in qualche modo in un angolo, in qualche squallido posto
dove i cani continuano a vivere da cani e il cavallo del torturatore
si gratta l’innocente deretano contro un albero.
Nell’Icaro di Breughel, per esempio: come ogni cosa si volge
del tutto tranquilla dal disastro; il contadino
può avere udito il tonfo, il grido desolato,
ma per lui non era un problema importante; il sole splendeva
come doveva fare sulle bianche gambe che scompaiono nel verde
dell’acqua; e la nave lussuosa e snella che aveva pur visto
qualcosa di sorprendente, un ragazzo che cade dal cielo,
sapeva dove andare e calma continuava a navigare.